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Festival del Giornalismo

Perché il Festival.

Quarant’anni fa un’inchiesta giornalistica (il Watergate) portò alle dimissioni del Presidente degli Stati Uniti, Nixon. Ancora oggi si discute del fenomeno Wikileaks. Ci si interroga se il sito di Julian Assange sia o no l’ultima frontiera del giornalismo libero, vero e d’inchiesta.

In Italia l’investigazione giornalistica ha una forte attrattiva sull’opinione pubblica, ma è declinata attraverso fenomeni più o meno nostrani: “dossieraggio” a mezzo stampa; “omologazione” del flusso di notizie che rende i contenuti meno approfonditi; “infotainment” che unisce l’informazione all’intrattenimento confondendo limiti, deontologia e finalità.

Ci si interroga sul ruolo e sulla natura dei media: sono industrie con il compito di fatturare o istituzioni sociali che svolgono un servizio per la collettività? C’è anche chi sostiene che il giornalismo d’inchiesta stia morendo e mette in dubbio che in Italia ci sia piena libertà di stampa che è e deve essere “un diritto inalienabile del popolo in una società libera”.

Alcuni fatti sono inconfutabili: i giornali sono in crisi e non hanno più i soldi per finanziare le grandi inchieste (fatte le dovute eccezioni); i lettori (in buona parte) hanno sempre meno tempo e si accontentano dell’informazione Tv o delle “pillole” di notizie fornite da Internet; infine i giovani e intraprendenti reporter stentano a entrare nel giro dei grandi giornali.

Con il nostro Festival si discute e riflette su questi temi per riaffermare principi fondamentali come la verità, la giustizia e la legalità.

 

Gianni Rossetti
Direttore Artistico Festival